L’Atlante Linguistico della Sicilia

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L’Atlante Linguistico della Sicilia (ALS) di Roberto Sottile

NOVITÀ EDITORIALI

Pescatori e barche di Sicilia Organizzazione, tecniche, linguaggio

Filippo Castro, Materiali e Ricerche dell’Atlante Linguistico della Sicilia, 38, Centro di studi filologici e linguistici siciliani, Palermo 2018, ISBN 978-88-96312-87-2 – Pagine 736, € 60,00.

L’opera costituisce uno dei più preziosi e completi contributi alla conoscenza della vita, dei saperi, delle tecniche, della lingua dei pescatori e dei mastri d’ascia siciliani. La straordinaria opera, che ha richiesto un impegno ultradecennale, è stata realizzata all’interno della fucina dell’Atlante Linguistico della Sicilia, e ne rappresenta uno dei prodotti di eccellenza. Le barche siciliane vengono illustrate sotto molteplici aspetti, così come le tecniche e gli attrezzi della pesca tradizionale.

Uno dei pregi dell’opera è costituito da un corredo di circa 400 disegni originali e da numerosi documenti fotografici, e contiene in appendice la riproduzione di un centinaio di modelli di imbarcazioni tradizionali. Di particolare utilità l’indice dei luoghi e delle parole.

Ringraziamenti – Premessa – Nota su Terrasini – Nota storica – Nota sulla trascrizione – I centri marinari o costieri più frequentemente citati – Riferimenti terminologici – Capitolo I – L’apprendimento del mastro d’ascia – 1.1. I costruttori di barche: maestro d’ascia, mienzu mastru e picciottu – 1.1.1. I calafati – 1.1.2. U cantieri (il cantiere) – 1.1.3. Testimonianza di un maṣṭṛu d’ascia – 1.2. Gli attrezzi del maestro d’ascia e del calafato – 1.2.1. Ascia, pialletti, sponderuole, incorsatoi – 1.2.2. Sierra a picu, scurriuni, ṭṛianeḍḍa, sirruni, sierra i ṣṭṛuncari, sirràculu, sirrittina – 1.2.3. Cavallittu – 1.2.4. Murgali (o muiggali) – 1.2.5 Fraschìa (frischìa a Terrasini, fruschìa a Trapani, uschìa a Siracusa) – 1.2.6. Altri strumenti di legno – 1.2.7. Chiodi e perni – 1.2.8. Muossi i fuchiari – 1.3. Fierri i calatafari (attrezzi del calafato) – 1.4. La pece navale o pece nera – 1.4.1. La pece navale e gli attrezzi per l’uso – 1.5. Il legname – 1.6. Il mezzo garbo – 1.7. Murriuni e spiera (sfera) – 1.7.1. Murriuni – 1.7.2. Stieḍḍa mòitta – 1.7.3. Spiera (sfera) – Note del capitolo I – Capitolo II – La costruzione: dall’importazione dello scafo al varo – 2.1. Misurazione, selezione del legname e tracciatura delle sagome – 2.2. L’ossatura: impostazione della chiglia e delle ordinate del corpo centrale – 2.2.1. L’applicazione delle forme (nfuimmari) e il bilanciamento delle ordinate – 2.2.2. Messa in opera provvisoria dei listelli e garbatura dei riempitori e degli zangoni – 2.2.3. Messa in opera delle cinte e dei dormienti – 2.2.4. Messa in opera dei corridoi laterali e dei trincarini – 2.2.5. Esecuzione dell’opera morta – 2.3. La fasciatura dello scafo – 2.3.1. Il rito dell’ultimo corso di fasciane: u rrummàgghiu cu i çiuri – 2.4. Messa in opera del carinuozzu e calafataggio – 2.5. Pitturazione e varo dello scafo – Note del capitolo II – Capitolo III – La pesca costiera – 3.1. Sistemi di pesca – 3.2. La pesca con la rete detta menaide o tratta – 3.2.1. «A Natali si facieva l’acupàggiu» – 3.2.2. La prima posta – 3.2.3. Le stagioni del pescato – 3.2.4. La cura della rete – 3.2.5. Credenze e consuetudini popolari – 3.3. Industria del salato – 3.3.1. La salagione – 3.4. La pesca a strascico o a paranza – 3.4.1. Le sciàbiche – 3.5. Trattaruni – 3.6. A pesca con la rraustina – 3.7. A pesca di capuna con i cannizzi e la rraustina – 3.8. Pesca a sinàili – 3.9. Aibburi e acqui muòitti – 3.10. Pesca con le nasse – 3.11. Cicli di pesca e tipi di nasse – 3.12. A pesca con il palangaro – 3.13. Pesca notturna con fiocina e lampara – Note del capitolo III – Capitolo IV – Le imbarcazioni da pesca – 4.1. Sardara della Sicilia occidentale – 4.2. Tecnica costruttiva e suddivisione dello scafo – 4.3. Meccanismi di propulsione – 4.3.1. L’albero – 4.3.2. Attrezzatura velica – 4.4. La decorazione – 4.5. Le barche “africane” – 4.5.1. Cala Bunaca. Lungo la rotta per Tabarca – 4.5.2. Personaggi: Faracianu – 4.5.3. Tipologia delle barche “africane” – 4.6. La sardara catanese – 4.6.1. Remeggio – 4.6.2 Attrezzatura velica – 4.6.3. Decorazione e descrizione delle parti interne della barca catanese – 4.6.4. La pesca – 4.7. La paranza o bilancella siciliana (paranzetta o ragna del Golfo di Catania e della costa meridionale) – 4.7.1. Attrezzatura velica – 4.7.2. Pittura dello scafo – 4.7.3. La pesca a paranza – 4.8. Pesca a strascico lungo la costa di Mezzogiorno – 4.9. Note sulla attrezzatura velica – 4.10. Il barcareccio della tonnara – 4.10.1. Le imbarcazioni – 4.10.2. Il buzzu trapanese – 4.11. Attrezzatura velica – 4.11.1. La pesca con il buzzu – 4.11.2. A pesca di asinieḍḍi – 4.12. Imbarcazioni tipiche di Siracusa – 4.12.1. Attrezzatura velica – 4.12.2. L’alberetto e le altre vele – 4.12.3. Pittura e decorazione della barca siracusana – 4.12.4. La pesca – 4.12.5. Varca ustanisi – 4.13. Le barche catanesi per la pesca con nasse e palangrese – 4.13.1. Attrezzatura velica – 4.14. Barche della provincia di Messina: buzzettu e barca palamitara – 4.14.1. Scafi con alta palameḍḍa o palumeḍḍa: tecnica costruttiva – 4.14.2. Colori dello scafo – 4.14.3. La paciota – 4.14.4. Barca lanzatura e barca di pantano – 4.14.5. Feluca e luntro – 4.14.6. Attrezzi da lancio – 4.14.7. La pesca – 4.15. Il gozzo da pesca – 4.16. Il gozzo palermitano (vuzzu, uzzu, uzzarieḍḍu, vuzzarieḍḍu) – 4.16.1. Uzzu cu i curritura – 4.16.2. Il gozzetto palermitano per la pesca a cannila – 4.16.3. Uzzu senza curritura o uzzu scupièittu (gozzo privo di corridoi laterali o gozzo scoperto) – 4.17. Gozzo o vaccuzza catanese – 4.18. Gozzetto o buzzittulu siracusano – 4.19. Il gozzo trapanese (vaiccuzza) – 4.19.1. Tecnica costruttiva e attrezzatura – 4.19.2. Colori dello scafo – 4.20. Lancia da pesca – 4.21. Lancia palermitana da pesca – 4.22. Imbarcazioni da carico – 4.22.1. Note sulla costruzione – 4.22.2. Albero, manovre e velatura – 4.22.3. Colori – 4.22.4. Schifazzi e schifazzara – 4.22.5. Il trasporto dei conci o cantuna da Favignana – 4.23. Le barche delle saline di Trapani – 4.23.1. Marticana o matticana – 4.23.2. Tecnica costruttiva – 4.23.3. Testimonianze sul ciclo operativo della marticana zavorriera – 4.24. Il gozzo palermitano da carico – Note del capitolo IV – Tavole fuori testo – Studi e modelli – Riferimenti bibliografici – Indice delle parole dialettali citate, a cura di Elena D’Avenia – Indice dei luoghi citati, a cura di Elena D’Avenia

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M37 II

ATLANTE LINGUISTICO DELLA SICILIA. IL LESSICO DEL MARE
Elena D’Avenia, Materiali e Ricerche dell’Atlante Linguistico della Sicilia, 37, Centro di studi filologici e linguistici siciliani, Palermo 2018, ISBN 978-88-96312-85-8 – Pagine 668, € 40,00.

Il volume contiene gli ingenti materiali raccolti nel corso dei rilevamenti con il questionario marinaro dell’Atlante Linguistico della Sicilia in 21 centri siciliani e a Malta.
In appendice vengono pubblicate 63 carte geolinguistiche.

INDICE
L’Atlante Linguistico della Sicilia e il “Progetto mare” di Giovanni Ruffino – CAPITOLO 1 – Il modulo marinaro dell’Atlante Linguistico della Sicilia (ALS) – 1.1. Il questionario – 1.2. I punti d’inchiesta – 1.3. I raccoglitori – CAPITOLO 2 – I rilevamenti sul campo – 2.1. “Diario di bordo” delle inchieste – 2.2. La questione del genere, tra pregiudizio e fiducia – 2.3. Il paradosso delle parole registrate e la scelta degli informatori – 2.4. Restituzione e organizzazione del materiale raccolto – CAPITOLO 3 – Verbali delle inchieste – San Vito Lo Capo (Tp) – Mazara del Vallo (Tp) – Favignana (Tp) – Pantelleria (Tp) – Terrasini (Pa) – Porticello (Pa) – Sciacca (Ag) – Porto Empedocle (Ag) – Licata (Ag) – Lampedusa (Ag) – Ganzirri (Me) – Sant’Agata di Militello (Me) – Giardini Naxos (Me) – Lipari (Me) – Riposto (Ct) – Acitrezza (Ct) – Augusta (Sr) – Porto Palo di Capo Passero (Sr) – Scoglitti (Rg) – Pozzallo (Rg) – Malta – Riferimenti bibliografici – Le risposte al questionario – Avvertenze per la consultazione – Carte geolinguistiche – Indici delle parole citate nei quadri onomasiologici – Indice dei nomi scientifici della fauna marina – Indice degli etnotesti inseriti nei quadri onomasiologici – Indice delle carte.

Novità editoriali


NEWS

Palermo, a scuola l’Italiano si impara iniziando dal dialetto

A lezione di dialetto nel liceo scientifico Benedetto Croce dove il professore di lettere Pierpaolo Tripiano ha coinvolto le sue classi in un progetto innovativo: recuperare il dialetto per migliorare la conoscenza dell’Italiano. Un percorso realizzato con la collaborazione dei professori Marina Castiglione e Roberto Sottile.

La Repubblica – Edizione di Palermo – 10 febbraio 2017

http://video.repubblica.it/edizione/palermo/palermo-a-scuola-l-italiano-si-impara-iniziando-dal-dialetto/267426/267810


 1. Il progetto dell’Atlante Linguistico della Sicilia (ALS) venne presentato da Giovanni Ruffino nel 1989 in occasione del XIX Congresso Internazionale di Linguistica e Filologia Romanza di Santiago de Compostela (1). Gia allora era prevista una «duplice articolazione all’interno di un progetto unitario, e dunque la integrazione di atlante “orizzontale” (diatopico) e analisi “verticale” della variabilità» al fine di costruire «uno strumento che, alle soglie del Duemila, potesse documentare, attraverso un’ottica integrata, la condizione del dialetto (dallo stadio più arcaico sino ai livelli più spinti di italianizzazione), le attuali linee di tendenza e le dinamiche del cambiamento in chiave areale e diastratica». Tale obiettivo comportò diverse modalità di approccio, una pluralità di reti di rilevamento (rete sociovariazionale, reti etnodialettali) e di questionari.

2. Per la Sezione socio variazionale, dopo il collaudo del Questionario finalizzato a cogliere il settore di contiguità/interferenza fra dialetto e italiano, e dopo la costruzione del campione e la individuazione degli oltre 50 punti di rilevamento (2), è stato possibile rivolgere una particolare attenzione alle varietà diastratiche, con particolare riguardo alle differenze fra parlanti con “prima lingua dialetto” vs parlanti con “prima lingua italiano”. Pensare a un atlante del repertorio ha significato inoltre guardare non solo ai dati linguistici, ma anche a quelli metalinguistici, alle rappresentazioni e alle immagini delle lingue e delle varietà che attraversano la Sicilia contemporanea.

Le analisi fanno riferimento non solo ai punti linguistici, ma anche a aree o microaree con un elevato tasso di omogeneità sociale e linguistica. Tali aree linguistiche minime sono analizzate e messe a confronto con i singoli punti e con le altre microaree. Questa scelta si fonda su un ulteriore parametro della variabilità (che si potrebbe definire della variazione diareale) che oppone aree (o microaree) dinamiche ad altre recessive. Questo nuovo punto di osservazione si fonda su una serie di indicatori che consentono una nuova lettura della realtà sociolinguistica siciliana.

L’unità di base del campionamento è la famiglia, intesa come sequenze generazionali attraversate da processi di trasmissione culturale e linguistica. All’interno di ogni punto (o microarea) vengono indagate diverse tipologie di nuclei familiari costituiti da tre generazioni. In ogni nucleo si riflette la complessità linguistico-sociale del punto, tenendo conto anche delle variabili “istruzione” e “prima lingua”. Ecco lo schema del campione per ciascuno degli oltre 50 punti esplorati.

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