L’Atlante Linguistico della Sicilia


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Palermo, a scuola l’Italiano si impara iniziando dal dialetto

A lezione di dialetto nel liceo scientifico Benedetto Croce dove il professore di lettere Pierpaolo Tripiano ha coinvolto le sue classi in un progetto innovativo: recuperare il dialetto per migliorare la conoscenza dell’Italiano. Un percorso realizzato con la collaborazione dei professori Marina Castiglione e Roberto Sottile.

La Repubblica – Edizione di Palermo – 10 febbraio 2017

http://video.repubblica.it/edizione/palermo/palermo-a-scuola-l-italiano-si-impara-iniziando-dal-dialetto/267426/267810


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CORSO DI DIALETTOLOGIA – CSFLS / UNIPA / LICEO MELI

CENTRO DI STUDI FILOLOGICI E LINGUISTICI SICILIANI

DIPARTIMENTO DI SCIENZE UMANISTICHE, UNIVERSITÀ DI PALERMO

DIALETTO SICILIANO E CULTURA POPOLARE

Il Liceo Meli propone un corso di Dialetto siciliano e cultura popolare. Tutte le informazioni necessarie possono essere reperite sul sito del Liceo Meli alla pagina http://www.liceomeli.gov.it/corsi-di-formazione/dialetto-siciliano-e-cultura-popolare.


 1. Il progetto dell’Atlante Linguistico della Sicilia (ALS) venne presentato da Giovanni Ruffino nel 1989 in occasione del XIX Congresso Internazionale di Linguistica e Filologia Romanza di Santiago de Compostela (1). Gia allora era prevista una «duplice articolazione all’interno di un progetto unitario, e dunque la integrazione di atlante “orizzontale” (diatopico) e analisi “verticale” della variabilità» al fine di costruire «uno strumento che, alle soglie del Duemila, potesse documentare, attraverso un’ottica integrata, la condizione del dialetto (dallo stadio più arcaico sino ai livelli più spinti di italianizzazione), le attuali linee di tendenza e le dinamiche del cambiamento in chiave areale e diastratica». Tale obiettivo comportò diverse modalità di approccio, una pluralità di reti di rilevamento (rete sociovariazionale, reti etnodialettali) e di questionari.

2. Per la Sezione socio variazionale, dopo il collaudo del Questionario finalizzato a cogliere il settore di contiguità/interferenza fra dialetto e italiano, e dopo la costruzione del campione e la individuazione degli oltre 50 punti di rilevamento (2), è stato possibile rivolgere una particolare attenzione alle varietà diastratiche, con particolare riguardo alle differenze fra parlanti con “prima lingua dialetto” vs parlanti con “prima lingua italiano”. Pensare a un atlante del repertorio ha significato inoltre guardare non solo ai dati linguistici, ma anche a quelli metalinguistici, alle rappresentazioni e alle immagini delle lingue e delle varietà che attraversano la Sicilia contemporanea.

Le analisi fanno riferimento non solo ai punti linguistici, ma anche a aree o microaree con un elevato tasso di omogeneità sociale e linguistica. Tali aree linguistiche minime sono analizzate e messe a confronto con i singoli punti e con le altre microaree. Questa scelta si fonda su un ulteriore parametro della variabilità (che si potrebbe definire della variazione diareale) che oppone aree (o microaree) dinamiche ad altre recessive. Questo nuovo punto di osservazione si fonda su una serie di indicatori che consentono una nuova lettura della realtà sociolinguistica siciliana.

L’unità di base del campionamento è la famiglia, intesa come sequenze generazionali attraversate da processi di trasmissione culturale e linguistica. All’interno di ogni punto (o microarea) vengono indagate diverse tipologie di nuclei familiari costituiti da tre generazioni. In ogni nucleo si riflette la complessità linguistico-sociale del punto, tenendo conto anche delle variabili “istruzione” e “prima lingua”. Ecco lo schema del campione per ciascuno degli oltre 50 punti esplorati.

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